Disturbi Ossessivo-Compulsivi (DOC)

Quando in "trappola" si è più sicuri...

Il termine "ossessione" (dal latino “obsessio” = assedio) sta ad indicare un pensiero invasivo, ricorrente e indesiderato che si presenta nonostante i tentativi della persona di controllarlo. Nella maggior parte delle persone questi pensieri causano ansia o disagio marcati.

L’individuo tenta di ignorare o sopprimere tali pensieri e di neutralizzarli con pensieri alternativi o con azioni (eseguendo, ad esempio, una compulsione).

Il termine “compulsione” (dal latino “compulsare” = spingere con violenza) sta ad indicare un automatismo irrefrenabile, praticamente subìto da chi lo compie, quindi, in un certo senso, indipendente dalla volontà della persona.

Si tratta di comportamenti ripetitivi (come lavarsi le mani, riordinare, controllare...) o di azioni mentali (come contare, pregare...) che la persona si sente in obbligo di eseguire per rispondere ad un'ossessione. Le azioni compulsive rispondono a regole rigide.

I comportamenti o le azioni mentali compulsivi sono volti a prevenire o ridurre l'ansia o il disagio, oppure hanno lo scopo di prevenire alcuni eventi o situazioni temuti. Non va dimenticato che questi comportamenti non sono collegati in modo realistico con ciò che sono designati a neutralizzare o prevenire e, tendenzialmente, sono eccessivi nelle manifestazioni.

Dopo anni di ricerca, nel 2013, l’Associazione Psichiatrica Americana (APA) è giunta alla pubblicazione dell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-V).

I disturbi Ossessivo Compulsivi classificati nel DSM-V sono:

  • Disturbo da Dismorfismo Corporeo
  • Disturbo da Accumulo
  • Tricotillomania
  • Disturbo da escoriazione (Skin-Picking)
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo indotto da sostanze/farmaco
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo dovuto ad un'altra condizione medica
  • Altri disturbi Ossessivo-Compulsivi specificati
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo Non Specificato (es. comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo, gelosia ossessiva...)

La Dott.ssa Serafini ricorda l'importanza di non effettuare auto-diagnosi

N.B.: Nel DSM V è presente una più accurata distinzione tra gli individui con "buon insight", "scarso insight" e "insight assente/delirante".

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